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Autodiagnostic e scuole professionali: possiamo dare una mano ai ragazzi?


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Inviato

Ciao a tutti,
in questi giorni sto pensando ai ragazzi che stanno imparando il nostro mestiere nelle scuole tecniche. Sono certo che in tanti hanno entusiasmo, curiosità, voglia di fare… ma spesso non hanno un contatto reale con il mondo delle officine e con le difficoltà che affrontiamo ogni giorno.

Mi chiedevo: noi di Autodiagnostic possiamo fare qualcosa per loro?

Non parlo di portarli fisicamente in officina, ma di qualcosa che possiamo creare qui dentro, nel forum magari con una sezione dedicata a loro, sottosezioni su rispettivi temi ecc..
Magari proporci alle scuole come punto di riferimento, uno spazio dove i ragazzi possano affacciarsi al nostro mondo, vedere casi pratici, fare domande, partecipare a piccole attività guidate da noi professionisti.

In fondo, siamo una community grande, competente e generosa. E forse potremmo diventare un punto di appoggio importante per chi sta cercando di imparare questo mestiere.

Cosa ne pensate?

Io credo che il futuro del nostro settore passi anche da qui, da quello che riusciamo a trasmettere.
Vi va di dirmi la vostra?

Grazie a tutti, davvero.

E tu @Tecno76 cosa ne pensi?

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Inviato (modificato)

Buongiorno a tutti.

a seguito del tuo post attualissimo e di uno mio del 2024, vi invito a seguire i link sotto e i video del conterraneo Vittorio Bacchetti: formatore e figlio di meccanici, sta lavorando in modo approfondito sul tema assieme ad altre realtà (Enaip, Salesiani e altri), ovvero creare negli imprenditori maggior coscienza nel saper gestire i rapporti con il team di lavoro interno, i clienti, attrarre nuove risorse motivandole in un ambiente stimolante.

Personalmente sto seguendo il suo percorso Renova Team Edition che ritengo molto valido per una crescita sia personale che aziendale.

Se vorrete maggiori info sul tema sarò a disposizione.

Buon w.e.

 

 

 

 

 

 

Modificato da fabbro
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Inviato

Sarebbe bello poter "seminare" sulle giovani leve, ma personalmente non saprei in che modo fare ........... non sono mai stato un buon maestro, e con il tempo ho perso anche una buona dose di pazienza.............

 

Si potrebbe mettere una sezione dedicata alle nuove leve, come un tempo era "l'autoriparatore risponde" , in modo da poter interloquire direttamente............il problema di fondo è sul come riuscire a capire se l'iscritto è effettivamente una nuova leva, e non riaprire il forum a chiunque.......... non mi viene altro in mente, magari avete altre idee che non so 🤷🤷 ..................

 

 

@Tecno76 ormai si fa vivo ogni morte di Papa 🤦🤦 e visto che quello attuale è abbastanza "fresco" mi sa che dobbiamo aspettare un bel po' 🤦🤦 ..........a meno che non si prendano provvedimenti estremi in Vaticano :risata: :risata:

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Inviato

Lunga vita al Papa, caro amico siculo, come vedi stavolta ti ho sorpreso 😃.

Colgo con piacere l'invito di Enrico e tuo, ho quindi trovato, sebbene con difficoltà, il tempo per interagire con questo post che ritengo molto interessante e "altruistico". Premetto che ci sarebbe da scrivere ore per poter dire quello che penso, cercherò di essere chiaro e sintetico.

Come sapete sono ormai sei anni che ho sdoppiato la mia professione in meccatronico e docente di un C.F.P.  dove, nel mio caso, diversi "attori" Fondazioni private, Regione Campania e Salesiani sai sono uniti per creare un centro di formazione professionale di alto livello; ho potuto quindi maturare in questi anni la consapevolezza e convinzione che queste realtà siano la carta vincente per "coltivare" nuove leve.

Ho avuto modo di confrontarmi con altre scuole sparse in Italia e non solo,, per la maggior parte private, dove il comune denominatore è la stretta collaborazione con le officine e quindi con noi atutoriparatori; cosa vuol dire questo, se avete seguito il primo video postato da Fabbro, avrete capito che è di vitale importanza formare i giovani non solo tra le mura scolastiche ma anche dentro l'officina, con stage e apprendistato.

La carta vincente delle scuole professionali è dovuta alla comunicazione che scuola e mondo del lavoro fanno costantemente, ascoltandosi a vicenda e trovando una linea comune che offre a studenti e docenti una concreta formazione, in poche parole si deve necessariamente tornare alla bottega dove il garzone apprendeva il mestiere. Ovviamente l'ho detta in modo quasi provocatorio usando termine bottega e garzone, sappiamo bene che in passato il metodo "formativo" era molte volte sbilanciato perché i giovani non avevano alcuna tutela, oggi fortunatamente non è così, anche se forse alcune volte la bilancia pende al contrario, ma questo è altro tema. Personalmente e concludo questo primo intervento, ritengo che la mia generazione di quasi cinquantenne, ha la pesante responsabilità verso i giovani, che sicuramente hanno valori diversi (viene detto anche nel video prima citato) ma non per questo tutti sbagliati, nel senso che spesso le nuove generazioni sono bombardate da esempi e fenomeni non sempre giusti e che ai nostri tempi non esistevano; non per questo ci dobbiamo indignare e giudicare soltanto, ma dobbiamo con i giovani ed in mezzo ai giovani trovare la migliore strada per trasmettere un mestiere che anch'esso è in veloce evoluzione e cambiamento. Come si fa? un esempio virtuoso sono i C.F.P. e devo dire che sempre più anche molte scuole statali stanno seguendo le orme dei centri di formazione.

L'idea di Enrico nel voler mettere a disposizione il forum ai giovani non è sbagliata, anzi è lodevole, ma immaginare che i ragazzi possano autonomamente scrivere sul forum, per mia esperienza dico che sarà molto difficile, però si potrebbe presentare il forum o una sezione dedicata, ai docenti delle scuole professionali, dove inizialmente insieme alla classe si potrebbero raccogliere le più svariate richieste degli studenti e creare una seziona ad hoc dove successivamente gli stessi alunni potranno interagire.

Che ne pensate? 

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Inviato
11 ore fa, Tecno76 ha scritto:

Lunga vita al Papa, caro amico siculo, come vedi stavolta ti ho sorpreso 😃.

Colgo con piacere l'invito di Enrico e tuo, ho quindi trovato, sebbene con difficoltà, il tempo per interagire con questo post che ritengo molto interessante e "altruistico". Premetto che ci sarebbe da scrivere ore per poter dire quello che penso, cercherò di essere chiaro e sintetico.

Come sapete sono ormai sei anni che ho sdoppiato la mia professione in meccatronico e docente di un C.F.P.  dove, nel mio caso, diversi "attori" Fondazioni private, Regione Campania e Salesiani sai sono uniti per creare un centro di formazione professionale di alto livello; ho potuto quindi maturare in questi anni la consapevolezza e convinzione che queste realtà siano la carta vincente per "coltivare" nuove leve.

Ho avuto modo di confrontarmi con altre scuole sparse in Italia e non solo,, per la maggior parte private, dove il comune denominatore è la stretta collaborazione con le officine e quindi con noi atutoriparatori; cosa vuol dire questo, se avete seguito il primo video postato da Fabbro, avrete capito che è di vitale importanza formare i giovani non solo tra le mura scolastiche ma anche dentro l'officina, con stage e apprendistato.

La carta vincente delle scuole professionali è dovuta alla comunicazione che scuola e mondo del lavoro fanno costantemente, ascoltandosi a vicenda e trovando una linea comune che offre a studenti e docenti una concreta formazione, in poche parole si deve necessariamente tornare alla bottega dove il garzone apprendeva il mestiere. Ovviamente l'ho detta in modo quasi provocatorio usando termine bottega e garzone, sappiamo bene che in passato il metodo "formativo" era molte volte sbilanciato perché i giovani non avevano alcuna tutela, oggi fortunatamente non è così, anche se forse alcune volte la bilancia pende al contrario, ma questo è altro tema. Personalmente e concludo questo primo intervento, ritengo che la mia generazione di quasi cinquantenne, ha la pesante responsabilità verso i giovani, che sicuramente hanno valori diversi (viene detto anche nel video prima citato) ma non per questo tutti sbagliati, nel senso che spesso le nuove generazioni sono bombardate da esempi e fenomeni non sempre giusti e che ai nostri tempi non esistevano; non per questo ci dobbiamo indignare e giudicare soltanto, ma dobbiamo con i giovani ed in mezzo ai giovani trovare la migliore strada per trasmettere un mestiere che anch'esso è in veloce evoluzione e cambiamento. Come si fa? un esempio virtuoso sono i C.F.P. e devo dire che sempre più anche molte scuole statali stanno seguendo le orme dei centri di formazione.

L'idea di Enrico nel voler mettere a disposizione il forum ai giovani non è sbagliata, anzi è lodevole, ma immaginare che i ragazzi possano autonomamente scrivere sul forum, per mia esperienza dico che sarà molto difficile, però si potrebbe presentare il forum o una sezione dedicata, ai docenti delle scuole professionali, dove inizialmente insieme alla classe si potrebbero raccogliere le più svariate richieste degli studenti e creare una seziona ad hoc dove successivamente gli stessi alunni potranno interagire.

Che ne pensate? 

Per molti anni ho seguito i ragazzi dell' IPSIA locale nei post qualifica, e dico che per prima cosa durante l'orientamento che si fa ai ragazzini di 3° Media bisogna spiegare bene cosa potrà fare con quel diploma di maturità, altra cosa far svolgere a ragazzi i post qualifica non in gruppi numerosi (solo per "mettere a posto le carte") ma uno massimo due ragazzi ad azienda e FONDAMENTALE in aziende che svolgono attività inerente al corso che i ragazzi stanno frequentando, io negli ultimi anni mi sono ritrovato dei ragazzi che pensavano di diventare "Meccatronici ed invece erano Manutentori" ed insieme a questi 2 ragazzi che seguivano il corso di "Moda" altra cosa fondamentale selezionare i docenti (questo a livello di ministero) perché non basta avere una determinata classe di concorso per insegnare un a determinata materia.

Se veramente vogliamo fare qualcosa per i nostri Giovani si deve ritornare a Bottega sia durante l'anno scolastico che durante l'estate, Ma lo stato e MAGGIORMENTE i Genitori devono permettere ai cosiddetti BOTTEGAI di poter far frequentare la bottega ai Giovani sollevando i Bottegai da tutta la burocrazia che c'è adesso. Forse oltre ad insegnare ai Ragazzi un mestiere li teniamo lontano da cattivi giri e li salviamo.

Comunque ci sarebbe da scrivere un nuova "Divina commedia" su questo argomento.

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