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Lamentele sulle associazioni/unioni artigiane


El mecanic
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  • Moderator

In un'altro topic, in cui si parla del corso obbligatorio per i gas fluororati, sono statti scritti alcuni post lamentandosi delle unioni/associazioni artigiane.

In una risposta all'ennesima critica è stato scritto che ".. ma comprendo molto bene che è più semplice e sbrigativo lamentarsi e basta, senza dedicare tempo ed apportare nuove idee e condivisioni per il miglioramento della categoria! ".

Questa risposta è stata criticata da un utente del forum, controcriticata e siamo arrivati a questo punto:

 

Riporto l'ultimo post inserito:

Ho fatto l'iscrizione per il corso che dovrei fare Mercoledì prossimo.

Le spese sono: 4 bollettini potali ( 2 per l'iscrizione dell'azienda e 2 per l'iscrizione della persona ) dell'importo totale di 68,44, pagamento del corso ( 180 euro + IVA ) e pagamento del servizio ( 30 + IVA ).

 

Sinceramente non vedo l'intenzione di "Tappare la bocca" a nessuno.

E' vero che le associazioni potrebbero fare di più, ma è anche vero che noi non dobbiamo giudicare sempre e solo dall'esterno.

Mercoledì sera avrei voluto partecipare alla presentazione della legge sui gas, anche per potergli dire il mio punto di vista, ma come al solito mi è arrivato il cliente al quale non potevo dire di no e non sono andato. Ma il cliente al quale non posso dire di nò capita solo a mè o capita anche ad Impulsore quando deve andare ad un numero di impegni molto maggiori dei nostri ?

Sicuramente le cose possono essere migliorate ma tocca anche a noi migliorarle, non tocca sempre e solo agli altri, altrimenti diventiamo solo dei lamentoni.

 

Punto primo: quando in seguito ad una lamentela, con un pizzico di sarcasmo, si risponde, che è più semplice e sbrigativo lamentarsi e basta, senza dedicare tempo ed apportare nuove idee ecc. ecc., io capisco che si ha il diritto di parlare solo se si partecipa attivamente alla vita associativa.

Come dire che non si ha il diritto di lamentarsi delle politiche fallimentari, portate avanti dai nostri governanti che si sono succeduti al potere negli ultimi cinquant'anni, a meno ché non si sia partecipato attivamente alla vita politica, sia dei vari partiti che dell'intero Paese. Allo stesso modo, anche loro (i nostri governanti), potrebbero dirci che è più semplice e sbrigativo lamentarsi e basta......ecc. ecc.

Il fatto è che, sia i nostri governanti che i nostri rappresentanti in CNA, sono stati eletti da noi perché ci hanno lasciato intendere che sarebbero stati in grado di governarci (i governanti) e di rappresentarci nelle sedi appropriate (i nostri rappresentanti in CNA) per portare avanti le nostre istanze al fine di raggiungere il bene comune. Questa è un'assunzione di responsabilità che quando, in qualche misura, viene disattesa comporta, come minimo, l'umiltà di accettare critiche e lamentele.

Punto secondo: e chi vuoi che giudichi l'operato delle nostre Associazioni e dei nostri rappresentanti se non noi che siamo all'esterno e che, in ultima istanza, siamo quelli che beneficiano o che patiscono, a seconda dei casi, per l'operato di chi ci rappresenta?

Punto terzo: come ho già spiegato nel mio precedente post, anche le semplici lamentele possono costituire spunto di riflessione e di analisi per il compito che ci si è impegnati a svolgere.

 

Se però qualcuno mi dimostrerà che ho sparato un sacco di cavolate, vi prometto che non mi lamenterò più né della CNA, né di Monti, né di Berlusconi, né della Fornero, né della Lega, ecc. ecc. :oO: :oO: :oO:

 

 

 

 

A questo punto ho preferito iniziare un nuovo topic per parlare di questo argomento diverso dal patentino per i gas.

Capisco che la risposta data possa essere considerata un pò forte, ma dedurre che questo significhi "Tappare la bocca" a qualcuno è, come minimo, altrettanto fuorviante.

Proviamo per un attimo a metterci dall'altra parte della scrivania: io ho provato a capire la burocrazia che ci riguarda, come ho provato ad avere a che fare con uffici di vario tipo, ad organizzare riunioni con altri genitori che riguardavano i nostri figli a scuola, a cercare di far rispettare delle regole in competizioni agonistiche, ho provato insomma a stare dall'altra parte della maggioranza, ed in questo caso provo, e chiedo a voi di farlo, a vedere le cose da un altro punto di vista.

Senza voler far apparire dei martiri chi lavora dietro la scrivania, vi dico che anche quello è un lavoro che come il nostro è, ed è diventato ultimamente sempre più, complicato, difficile, in una parola "rognoso".

Io forse sono un illuso, forse gli uffici di cui mi servo sono particolarmente attivi, ma mi sembra che stiamo noi e loro messi comunque male ed il lamentarsi sempre e comunque serva solo a darci un minuto di libero sfogo ma non contribuisca a creare niente di positivo.

Quando qualche mio cliente viene in officina e comincia a lamentarsi del prezzo o del fatto che non riesco a consegnargli l'auto entro sera, io cerco di spiegargli il perché, gli spiego le mie ragioni, ma se lui, infischiandosene, continua a ribadire le sue lamentele cerco di fargli capire che di più non posso e che se ritiene che altri siano meglio di mè è libero di portare la sua auto da un'altra parte, prendendosi ovviamente tutte le responsabilità della scelta.

Noi ( mi ci metto chiaramente anch'io ) siamo sempre disposti a criticare le associazioni/unioni/uffici che secondo noi non ci rappresentano o non si danno da fare per noi, ma dimentichiamo spesso che non sono loro che fanno questa burocrazia idiota, che anche se partecipano in qualche modo alla politica lo fanno da un punto che è di partenza svantaggiato: devono cercare di apportare modifiche a leggi di solito già scritte, e credetemi non è facile.

Pensare che basterebbe un pò di buona volontà per cambiare radicalmente le leggi è pura utopia; una cosa è riconoscere quello che non và bene, tutt'altra cosa è capire come fare per ottenere un risultato che vada bene per tutti.

Se siamo tutti così profondamente scontenti di queste realtà, perché non siamo in grado di cambiarle ?

Se siamo convinti che uniti riusciremmo a controllare la politica, perché non si riesce a pensare di migliorare le nostre associazioni/unioni ? In fondo si potrebbe iniziare partecipando alle riunioni che ci interessano, e se fossimo in diversi a farlo probabilmente sarebbero costretti a tener conto del nostro malumore, ma perché quando si dovrebbe passare, in tanti non i soliti 3 o 4, dalle lamentele ai fatti non riusciamo nemmeno ad accordarci fra di noi ?

Se quanto c'è fà schifo, si potrebbe pensare di creare qualcosa di diverso, di nuovo !

Ma poi scopriremmo che per farlo servono uffici, impiegati, carte e cartacce, caz..i e mazzi vari, scopriremmo che convincere della persone a pagarci una quota perché cercheremmo di cambiare una legge scritta da altri, senza riuscirci in tanti casi, non è così facile ne bello.

Ribadisco per l'ennesima volta, anch'io sono convinto che ci ci sia molto da cambiare in meglio ed anche io a volte ho l'impressione che nel torbido anche le associazioni/unioni ci sguazzino traendone il loro tornaconto, ma quando le cose si fanno serie non credo che i fatti siano esattamente così, e son convinto che, pur rispettando le critiche e non volendo evitarle tacitando chi le fa, se vogliamo veramente provare a cambiare quello che non và non possiamo farlo solo lamentandocene.

 

Per quanto riguarda il fatto che "  ...Questa è un'assunzione di responsabilità che quando, in qualche misura, viene disattesa comporta, come minimo, l'umiltà di accettare critiche e lamentele..." sarebbe corretto se ci complimentassimo con loro quando ottengono qualcosa a nostro favore e criticassimo quando questo non avviene, ma per farlo nel modo corretto dovremmo sapere cosa fanno ed il perché non riescono ad ottenere quanto serve; capacità di giudizio che prevede il frequentare questi ambienti.

Il pretendere di potersi lamentare sempre e comunque equivale al sentirsi dire "taci perché non partecipi".

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  • Moderator

dico la mia:

 

Sono passato da CNA a confartigianato solo pochi anni fa, dopo una vita che ero iscritto alla prima.

Questo perchè ho notato che l'ufficio responsabile della mia categoria dimostrava poco interesse alle problematiche del settore. Sicuramente ci sarà chi gli è capitato la cosa inversa.

Dipende sempre da chi ti trovi davanti.

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Per quanto riguarda il fatto che "  ...Questa è un'assunzione di responsabilità che quando, in qualche misura, viene disattesa comporta, come minimo, l'umiltà di accettare critiche e lamentele..." sarebbe corretto se ci complimentassimo con loro quando ottengono qualcosa a nostro favore e criticassimo quando questo non avviene, ma per farlo nel modo corretto dovremmo sapere cosa fanno ed il perché non riescono ad ottenere quanto serve; capacità di giudizio che prevede il frequentare questi ambienti.

Il pretendere di potersi lamentare sempre e comunque equivale al sentirsi dire "taci perché non partecipi".

 

Innanzitutto, Dario, ti voglio ringraziare per la lunga risposta che mi hai dato e che in molte sue parti condivido.

A scanso di equivoci, è inoltre mia intenzione specificare che tutto ciò che ho scritto non si deve interpretare come una critica all'operato di Alessandro che ritengo essere, come già scrissi l'anno scorso in occasione di un suo post, persona degna di stima e sicuramente molto capace ed efficente nel suo compito di rappresentante di categoria all'interno dell'Associazione di cui fa parte, ma bensì vuole essere una difesa del diritto che ognuno di noi ha di esprimere il proprio parere sull'operato delle persone che si sono offerte - e che noi abbiamo scelto - a rappresentarci nelle sedi istituzionali.

 

Per tornare al nocciolo della questione, sono convintissimo che il lavoro dei nostri rappresentanti sia tutt'altro che facile e che scontrarsi con la nostra burocrazia equivalga spesso ad un gesto altamente autolesionistico. Però qualcuno, di sua spontanea volontà, ha deciso di farsi del male e per questa sua scelta si è implicitamente impegnato a rendere conto del suo operato a chi gli ha dato fiducia;....oppure, secondo te, non è tenuto a farlo? Sostenere a priori che nessuno di noi si complimenta per i buoni risultati ottenuti dalla propria Associazione di categoria ma che è solamente capace di "lamentarsi e basta" non è giusto e, comunque, non sempre è vero (da considerare poi che ci sono delle associazioni di categoria che, come testimonia Marcello, evidentemente, non si meritano alcun tipo di ringraziamento).

Ripeto, capisco che in certi ambiti ottenere buoni risultati sia molto più difficile che incassare fallimenti ma, al momento di dover rendere conto del proprio operato a chi ti ha dato fiducia, trovo sia più onesto e costruttivo spiegare il perché non si è riusciti ad ottenere un buon risultato e i tentativi che si sono fatti per ottenerlo, piuttosto che lasciare intendere che non si ha il diritto di parlare perché non si frequenta l'Associazione. Da non dimenticare inoltre che l'iscrizione alla propria Associazione di categoria ci costa un bel po' di quattrini che, anche se "non ci si pagano neppure le bollette della corrente", sono comunque soldi nostri che chi li riceve ha l'obbligo sacrosanto di impiegare nel migliore dei modi.

 

Quando qualche mio cliente viene in officina e comincia a lamentarsi del prezzo o del fatto che non riesco a consegnargli l'auto entro sera, io cerco di spiegargli il perché, gli spiego le mie ragioni, ma se lui, infischiandosene, continua a ribadire le sue lamentele cerco di fargli capire che di più non posso e che se ritiene che altri siano meglio di mè è libero di portare la sua auto da un'altra parte, prendendosi ovviamente tutte le responsabilità della scelta.

 

Quello che dici è giusto e lo condivido pienamente. Tu, giustamente, cerchi di spiegare al tuo cliente il perché di una tua azione......non gli dici che "è più semplice lamentarsi e basta" lasciandogli intendere che se vuole il diritto di lamentarsi dovrebbe partecipare alla riparazione della sua auto o alla gestione della tua officina. Ecco che cosa intendo per "assunzione di responsabilità"; nel momento stesso che tu accetti di riparare l'auto del tuo cliente, ti assumi la responsabilità di farlo nei tempi e nei modi in cui tu, in quanto professionista, ti sei impegnato e, di conseguenza, eticamente e moralmente obbligato a fare. Se non ci riesci, il cliente avrà tutte le ragioni di lamentarsi del tuo operato e tu sarai eticamente obbligato a fornirgli adeguate spiegazioni; se le darai e se saranno sufficentemente motivate, vedrai che molto probabilmente il cliente capirà. Ma se tu lo liquidi dicendogli che "è più semplice lamentarsi e basta" senza fornire altra spiegazione.....il cliente lo perdi. Ma non lo perdi perché lui è stupido; lo perdi perché tu sei venuto meno al tuo dovere e perché, oltretutto, non sei stato in grado, o non hai voluto, dare giuste spiegazioni.

 

:oO: :oO: :oO:

 

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personalmente sono fermamente convinto  che non si può chiedere a chi a suo tempo ha provato a cambiare le cose di riprovarci trovandosi di fronte le stesse figure. io non pretendo che per mia volontà se ne vadano a casa,anche se lo auspico, quelli che hanno retto le sorti delle associazioni negli ultimi anni ma di sicuro non sono disposto a dialogare con gente che a suo tempo si è dimostrata quantomeno padronale nel gestire le strutture. credo che solo così si possa recuperare un rapporto con coloro che si sono allontanati,anche se di sicuro qualcuno di valido ci sia e forse pagherà  colpe di altri,quegli organismi vanno riformati partendo dal loro interno. 

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  • Moderator

Vi ringrazio tutti per il tempo dedicato a questa discussione, che senza alcun dubbio fa crescere anche me.

Una sola precisazione, non dobbiamo confondere i "Dirigenti" con i "Funzionari".

 

I Funzionari sono delle persone alle dipendenze della struttura sia Cna che Confartigianato, specializzati in varie tipologie di servizi ed argomenti per le aziende, i cui uffici erogano dei servizi a pagamento, e che sono stipendiati dalla struttura.

 

I Dirigenti in queste strutture che rappresentano le categorie, non sono altro che Artigiani volenterosi che hanno dato la loro disponibilità, (a volte non si riesce a dire di no) chiamati a rappresentare la categoria con l'ausilio dei Funzionari di competenza, ai tavoli con Pubblici Funzionari o rappresentanti Politici, il tutto in modo assolutamente gratuito!

 

La voglia di fare, di migliorarsi, non sempre è frutto di disponibilità o sete di protagonismo, a me per esempio nel 2010 è stato chiesto di presiedere la categoria al fine di stimolare la partecipazione dei miei colleghi nel Provinciale, e fin qui potevo anche starci, ora però la cosa si fa più impegnativa in termini di tempo, quando sono stato quasi costretto ad occuparmi del Regionale, e a partecipare alle riunioni del consiglio Nazionale a Roma!!

 

Tutto questo non perché volessi monopolizzare la categoria, fare interviste in radio o tv, ma solo perché non essendoci molta partecipazione ........... non ci sono altri volontari .. "volenterosi"... se ci fossero più colleghi potremmo dividerci i compiti e i ruoli per il bene della categoria!

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mi permetto di intervenire un ultima volta su questo argomento non per alimentare il fuoco della polemica ma per completare l'esposizione del mio pensiero. personalmente non ho mai dubitato che chi ci rappresenta lo faccia gratuitamente(questo lo sò benissimo)qualche dubbio sul doverci essere perchè nessun altro se ne voleva fare carico magari mi è venuto a suo tempo visto come erano gestite e mantenute le posizioni. non mi piace fare il signorsì specialmente quando si tratta di dover argomentare in ambito professionale(qui se vogliamo sono come un cliente se pago credo di avere diritto dire qualcosa ben sapendo e non lo pretendo che mi sia tutto dovuto)ma mi pare che in questi anni non siano mancati solo i risultati(questo potrebbe essere colpa di altri)ma la voglia di rinnovarsi e di mettersi in discussione  visto che troppe volte concedetemi il paragone si è lasciata la gente fuori dalle porte come se fosse casa propria  per poi affacciarsi al balcone e ammonire chi non era dentro di stare zitto e non disturbare.

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mi permetto di intervenire un ultima volta su questo argomento non per alimentare il fuoco della polemica ma per completare l'esposizione del mio pensiero. personalmente non ho mai dubitato che chi ci rappresenta lo faccia gratuitamente(questo lo sò benissimo)qualche dubbio sul doverci essere perchè nessun altro se ne voleva fare carico magari mi è venuto a suo tempo visto come erano gestite e mantenute le posizioni. non mi piace fare il signorsì specialmente quando si tratta di dover argomentare in ambito professionale(qui se vogliamo sono come un cliente se pago credo di avere diritto dire qualcosa ben sapendo e non lo pretendo che mi sia tutto dovuto)ma mi pare che in questi anni non siano mancati solo i risultati(questo potrebbe essere colpa di altri)ma la voglia di rinnovarsi e di mettersi in discussione  visto che troppe volte concedetemi il paragone si è lasciata la gente fuori dalle porte come se fosse casa propria  per poi affacciarsi al balcone e ammonire chi non era dentro di stare zitto e non disturbare.

purtroppo anch io devo condividere l' ultima parte del pensiero di ciorben...la mia esperienza con alcuni dipendenti di confartigianato non è stata idilliaca....

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